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Maurizio Zani - http://www.mauriziozani.it

Assegno “ad personam”

L’assegno “ad personam” è generalmente un elemento aggiuntivo della retribuzione; quello qui descritto si riferisce in particolare all’assegno erogato con lo scopo di evitare una diminuzione retributiva nel caso di passaggio di qualifica/ruolo (da ricercatore ad associato, da associato ad ordinario)(1), e trova applicazione generalmente nel caso di soggetti con forte anzianità di servizio nel ruolo.

Nel caso dei docenti universitari pre-Gelmini (ovvero istituiti prima della legge 240/2010) il tema è regolato dall’art 36 del DPR 382/1980

In sede di primo inquadramento e successivamente nelle ipotesi di passaggio di qualifica o di carriera, o da una ad altra fascia, al personale con stipendio superiore di accesso a posizione superiore sono attribuiti nella nuova posizione stipendiale, tanti scatti del 2,50 per cento necessari ad assicurare uno stipendio di importo pari o immediatamente superiore a quello in godimento.

mentre per quelli post-Gelmini il tema è regolato dell’art 3 comma 5 del DPR 232/2011

Nei casi di passaggio di qualifica da ricercatore a professore di prima o di seconda fascia, ovvero da professore di seconda fascia a professore di prima fascia, qualora il trattamento stipendiale in godimento nella qualifica di provenienza risulti superiore a quello iniziale della nuova qualifica, la differenza e’ conservata con assegno ad personam, non rivalutabile, riassorbibile con la successiva progressione economica.

E’ vero che l’art. 1 comma 458 della legge 147/2013 ha abrogato l’art. 202 del DPR 3/1957

Nel caso di passaggio di carriera presso la stessa o diversa amministrazione agli impiegati con stipendio superiore a quello spettante nella nuova qualifica e’ attribuito un assegno personale, utile a pensione, pari alla differenza fra lo stipendio gia’ goduto ed il nuovo, salvo riassorbimento nei successivi aumenti di stipendio per la progressione di carriera anche se semplicemente economica.

così come l’art. 3 commi 57 e 58 della legge 537/1993

Nei casi di passaggio di carriera di cui all’articolo 202 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, ed alle altre analoghe disposizioni, al personale con stipendio o retribuzione pensionabile superiore a quello spettante nella nuova posizione e’ attribuito un assegno personale pensionabile, non riassorbibile e non rivalutabile, pari alla differenza fra lo stipendio o retribuzione pensionabile in godimento all’atto del passaggio e quello spettante nella nuova posizione.

L’assegno personale di cui al comma 57 non e’ cumulabile con indennita’ fisse e continuative, anche se non pensionabili, spettanti nella nuova posizione, salvo che per la parte eventualmente eccedente.

ma in questi casi si sta parlando di passaggio di carriera, e non di passaggio di qualifica/ruolo.

In pratica ci si sta riferendo a casi di svolgimento temporaneo di funzioni con altra carica; terminato l’incarico temporaneo e tornati a quello originale non si rientra mantenendo lo stipendio della carica temporanea.


(1) All’atto del passaggio di ruolo si viene inquadrati nella classe 0 della nuova qualifica


15 commenti

  • riccardo

    L’interpretazione data sembrerebbe salvare gli assegni ad personam concessi prima della legge di stabilità per passaggi di carriera, mentre la “retroattività” ovvero l’adeguamento del trattamento giuridico ed economico, a partire dalla prima mensilita’successiva alla data di entrata in vigore della legge 147/2013 comma 459, sarebbe da applicare ai solo passaggi di ruolo/incarico al rientro nell’amministrazione d’origine. Sbaglio?

    • Sembrerebbe così… Io mi ero limitato alla valutazione della continuità in vigore relativamente ai passaggi di ruolo

    • carla

      HELP!!!!!!!
      Avendo partecipato ad una procedura per ricercatore a tempo determinato con regime di impiego a tempo definito, ed essendo io docente di ruolo con contratto a tempo indeterminato da n. 18 anni, ho diritto a chiedere l’assegno ad personam essendo lo stipendio molto più basso di quello che ora percepisco?

      Cosa accadrà invece ai fini contributivi e pensionistici in relazione a questi tre anni con un regime di lavoro differente?

      La ringrazio in anticipo per le delucidazioni che vorrà fornirmi.

  • Antonella

    È considerato anche passaggio di carriera la mobilità compensativa presso altra ammnistrazione dello stesso comparto in cui sono però differenti i trattamenti accessori fissi e continuativi previsti dallo stesso CCNL . Mi spiego trasferendosi per mobilità con interscambio in altra ammnistrazione pubblica che applica lo stesso CCNL ma i cui trattamenti accessori fissi e continuativi sono più bassi di quelli percepiti nell’amministrazione di provenienza normalmente si aveva diritto ad un assegno ad personam riassorbibile in ossequio al principio del divieto di reformatio in peius…… adesso anche in questo caso si applicano i commi 458 e 459 art.1 legge stabilità 2014?

  • Antonella

    Riferendomi al quesito del 4/2, la nuova amm.ne presso cui mi trasferisco ha chiesto l’accettazione della proposta di inquadramento che ho sottoscritto accettandola, riservandomi però la possibilità di richiedere l’eventuale riconoscimento dell’assegno ad personam per la differenza sul trattamento accessorio fisso e continuativo (indennità mensile) prevista dal CCNL comparto ricerca. La differenza è di ben 350,00 euro lordi mensili non è poco tenendo presente che sono anni che i contratti sono bloccati oltre che avevo a suo tempo impegnato tra cessione e quinto ben 600,00 euro mensili ed il trasferimento non è stata una libera scelta ma dovuta a chiusura della sede di lavoro con ricollocazione presso altra sede lontana…. insomma un bel dilemma. la ringrazio se potrà consigliarmi qualcosa.

  • Daniela

    Salve, anch’io ho lo stesso problema . Dal comparto Università sto passando a quello degli Enti locali (Comune) e già mi hanno proposta un inquadramento senza assegno ad personam; con uno stipendio di partenza di 1150 euro (cessione del V di 260) 100 euro in meno netti al mese sarebbero per me un grossissimo problema. Se ci fosse un chiarimento in proposito, magari positivo, sarebbe un grande sollievo. Grazie

    • Max

      Come è andata a finire?
      Io ho trovato questo studio del CODAU (http://www.codau.it/ufficio_studi/file_ufficio/502//commento_leggestabilita.pdf) che a pag. 6 7 sembra affermare che <>

      Saluti

      • A me sembra che stia dicendo la stessa cosa (vedi a metà di pag 7)… By the way, curioso che il riquadro presente a pag 6 assomigli molto a quanto ho scritto nel mio articolo :), addirittura le sottolineature

        • Max

          Esatto, il link (del 3/3/14) sembra chiarire che il principio già chiaramente enunciato nell’articolo di questo sito (del 14/1/14) è applicabile anche al personale tecnico amministrativo e che le disposizioni del vigente C.C.N.L. (artt. 57 e 78) vanno a colmare il vuoto lasciato dall’abrogazione dell’art. 202 (Assegno personale nei passaggi di carriera) di cui al d.p.r. n. 3/1957, e dei commi 57 e 58 dell’art. 3 della legge n. 537/1993.

          Questione di non poco conto visto che ancor oggi ci sono amministrazioni (come quella di Daniela) che tentano un’applicazione più restrittiva.

          😉

          • Antonella

            Questo che significa che l’assegno ad personam (previa interpretazione giurisprudenziale ) possa essere applicato per normativa contrattuale indipendentemente dai su citati commi abrogativi di norme di generale applicabilità? Beh mi sembrerebbe discriminante per altri comparti. Riterrei invece più appropiato evidenziare l’ intenzione del legislatore volta più a colpire i casi di ritorno in ruolo dopo aver esercitato un incarico provvisorio maggiormente renumerato . In casoinvece di trasferimento presso altra amministrazione di comparto mantenendo ruolo, anzianità inquadramento economico e persino le ferie non c’è interruzione di rapporto di lavoro o soluzione di continuità ma semplicemente cambio del datore di lavoro. Il non riconoscimento della differenza retributiva relativa al trattamento accessorio nella componente fissa e continuativa mi sembra propio una “Reformation in peius”

    • Purtroppo no, come ti dicevo non sono preparato nel dettaglio fino, soprattutto per casi che si riferiscono al personale e non ai docenti universitari; ho provato però a girare il quesito a chi potrebbe avere una risposta…

      • egr dott. Zani,
        operativamente sulla questione introdotta dai commi 458 e 459 dell’art. 1 della legge di stabilità, secondo il Suo parere per un ricercatore assunto a seguito di pubblico concorso a tempo indeterminato proviente da altra e diversa carriera (es. Banca d’ Italia) resta immutato il precedente quadro normativo? E’ dunque possibile il mantenimento del precedente stipendio in godimento presso altra pubblica amm.ne mediante assegno ad personam?
        Molto Cordialmente saluto e ringrazio.

  • FABRIZIO

    Buongiorno, cortesemente se mi potrebbe dare delucidazioni in merito sul discorso delle tabelle di equiparazione:
    http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1257700/dpcm_art29_bis_dlgs165.pdf

    ho 20 anni di servizio presso la scuola premetto non sono soprannumerario e appartengo al personale ATA profilo B e nella nuova area è F1, vorrei trasferirmi in Regione che equivale a un B1,ma tutti i miei anni di servizio ai fini economici mi pare dal DCPM non mi vengono riconosciuti nella nuova amministrazione, sbaglio?
    E’ stato considerato in questo DCPM che i dipendenti della scuola indipendentemente dagli anni di servizio dunque tutto quello che hanno ottenuto con gli scatti di anizianità sono equiparati nella fascia F1 per quanto concerne la TAB. 9 area B, vuol dire che se vuoi trasferirti sarai penalizzato.
    Questo DCPM se fosse una mia giusta interpretazione sicuramente non incentiva la mobilità anzi al contrario ma spero di sbagliarmi.

    Trovo assurdo ma anche le varie sigle sindacali di spessore non riescono a darmi queste risposte a me preziose.

    Attendo fiducioso di un suo riscontro

    Cordiali saluti e con stima

    Fabrizio

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